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Cos'è il Tamango, il cocktail "allucinogeno" di Torino e che effetto fa

Oggetto di un reportage della Bbc nel 2016, una recente vicenda di cronaca ha riportato l'attenzione sul Tamango, un particolare drink di origine torinese dai controversi effetti. Ma cos'è davvero questa bevanda e quali sono le sue conseguenze?

La risposta italiana all’assenzio.

Così è stato presentato il Tamango dalla Bbc nel 2016. Un cocktail, a quanto detto, “allucinogeno” e tutto all’italiana. La sua ideatrice è la 37enne Elena di Lorenzo la quale con il marito è titolare del locale Les Arcades di via Fratelli Calandra a Torino. Una bevanda che ha già fatto molto discutere e che un anno dopo torna sotto i riflettori grazie a un articolo della Stampa: secondo la ricostruzione della testata, nella notte fra il 14 e il 15 ottobre 2017, un ragazzo di 16 anni di Carmagnola è stato portato all’ospedale Santa Croce di Moncalieri in stato confusionale dopo aver bevuto proprio il Tamango.

Cos’è il Tamango: uno sguardo alla composizione e… agli effetti

Fonte: nextquotidiano.it

Il particolare drink aveva attratto l’attenzione della testata londinese nel gennaio 2016 tanto da realizzare un reportage sul suo nome, la sua composizione e soprattutto sui suoi ipotetici effetti non ancora scientificamente provati. Numerosi sono infatti le storie, o dicerie, che ruotano attorno alle conseguenze dopo uno o più bicchieri di questo singolare cocktail: c’è chi parla di vere e proprie allucinazioni, chi narra invece di persone in stato confusionale sorprese a ballare sui tetti. Sono nate anche molte leggende metropolitane attorno al Tamango, che non hanno fatto altro che accrescerne la notorietà non solo fra gli italiani ma anche fra i turisti.

Ma cos’è davvero questa bevanda? Secondo quanto dichiarato da Elena Di Lorenzo nell’intervista del 2016 alla Bbc londinese, il nome di questo cocktail alcolico deriverebbe dal protagonista di un racconto del 1829 dello scrittore francese Prosper Mérimée (successivamente trasposto in pellicola cinematografica nel 1958 dal regista statunitense John Barry): uno schiavo senegalese che aveva trovato il coraggio di ribellarsi al padrone. Ed è proprio l’Africa, con i suoi sapori, gli incensi tipici e la sua flora ad aver inoltre ispirato la creazione di questo drink.

Il Tamango è fatto con un mix di piante, radici e infusi. Dopo aver girato il mondo, abbiamo scoperto piante e radici diverse usate nei drink per movimentare i matrimoni, i funerali e altri eventi. Ogni pianta o radice ha effetti e scopi diversi.

Tra i particolari ingredienti di questo cocktail dalla natura controversa ci sono alcune piante che fanno parte di una specie di Ibisco (in inglese chiamata Roselle). È da queste che il drink ricava il suo naturale colore rossastro, simile a un brillante rubino, e le sue proprietà “euforizzanti”, che darebbero quell’irrefrenabile voglia di danzare che contraddistinguono i leggendari racconti londinesi. D’altronde, c’è da specificare l’elevata gradazione alcolica di questo drink, 85%, che in ogni caso non il più alcolico offerto dal locale di Elena Di Lorenzo. A batterlo è infatti il drink Devasto che grazie al suo nome si commenta da solo.

Il caso del minorenne di Torino

Fonte: Bbc

Come spiegato nelle prime righe dell’articolo, a portare di nuovo alla ribalta nel 2017 il Tamango è stata una vicenda successa nella provincia torinese nella notte fra il 14 e il 15 ottobre. Secondo quanto riportato da La Stampa, a raccontare la vicenda che ha visto protagonista un giovane di 16 anni, ricoverato a seguito di un malore dopo aver bevuto il cocktail, è stato uno dei suoi coetanei. L’amico ha infatti ammesso ai medici che il compagno si sarebbe sentito male su un treno regionale mentre stavano tornando a casa con altri ragazzi. Il minorenne avrebbe infatti perso i sensi all’altezza di Moncalieri. A quel punto, allertati i soccorsi, il giovane sarebbe stato trasportato all’ospedale Santa Croce di Moncalieri.

Eravamo in quattro e lo abbiamo bevuto tutti ma solo lui si è sentito male. Ha perso i sensi e abbiamo chiamato i soccorsi.

Al di là della questione Tamango, la vicenda tira ovviamente in ballo anche la questione delle normative riguardo al divieto di somministrazione di alcolici a soggetti non ancora maggiorenni. Per fare chiarezza sull’accaduto, i carabinieri allertati dall’ospedale hanno richiesto un campione di sangue del giovane e lo hanno inviato al centro antidoping di San Luigi Orbassano. A oggi i risultati non sono ancora stati resi noti.
Che si tratti di Tamango, di un mix di bevande diverse o altro c’è sicuramente far da chiarezza, in primis, sul fatto di chi e perché abbia somministrato alcolici a ragazzi minorenni.