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"Sono vegetariana ma non troppo": cos'è la dieta flexitariana

Privilegia frutta e verdura fresca e di stagione e non elimina totalmente le proteine di origine animale. Ecco la nuova dieta flexitariana.

Ultimamente ci sono tantissime persone che hanno cambiato il loro regime alimentare e sono virati verso la dieta vegetariana. Togliere però senza criterio gran parte delle fonti di proteine non è una scelta saggia, anche perché spesso chi lo fa senza cognizione di causa aumenta l’apporto di cereali (molta pasta e molto riso) andando così, non solo a diminuire la quantità di proteine essenziali per l’organismo, ma anche ad appesantirlo provocando dunque un aumento di peso a cui non si riesce a dare spiegazione.

Pare che da qualche tempo ci sia un regime alimentare ibrido che vada incontro all’esigenza di ridurre la quantità di carne e pesce ma che non escluda totalmente l’apporto di proteine. Stiamo parlando della dieta flexitariana, l’alimentazione che dà priorità agli alimenti vegetali ma non esclude totalmente quelli di origine animale. Molti vedono in questa forma ibrida una variante moderna della dieta mediterranea. Ma vediamo quali sono le principali caratteristiche della dieta flexitariana a cui hanno ceduto anche molti vip come Gwyneth Paltrow, Beyonce e Paul McCartney solo per citarne alcuni.

1. Privilegiare sempre i vegetali (40% del fabbisogno settimanale)

dieta flexitariana
fonte: web

La dieta flexitariana è praticamente una vegetariana rivisitata, la verdura fresca e la frutta sono al centro dei pasti di ogni giorno e privilegiare cibi di questo tipo diminuisce l’apporto di prodotti da forno e dei carboidrati in generale (come pasta e riso) che contribuiscono ad aumentare la glicemia e a prendere chili di troppo.

2. Integrare con cereali integrali (20 % del fabbisogno settimanale), legumi e semi oleosi (20 % del fabbisogno settimanale)

I cereali integrali rispetto a quelli raffinati sono ricchi di fibre quindi contribuiscono al benessere dell’intestino mentre legumi come fagioli, ceci e piselli sono ricchi di proteine vegetali; i semi oleosi come semi di lino, di sesamo o di zucca contengono omega 3 e omega 6 che contribuiscono ad abbassare il colesterolo cattivo ed alzare i valori di quello buono.

3. Proteine animali e derivati (20 % del fabbisogno settimanale)

dieta flexitariana
fonte: web

La particolarità di questa dieta è di non privarsi delle proteine animali, rispetto all’alimentazione media se ne limita molto la quantità ma sono ammessi carne, pesce, uova e latticini. Quello che si limita molto è il consume di insaccati e carni affumicate e in scatola perché fonte di troppi grassi e sale. L’apporto di proteine è essenziale per il senso di sazietà e per avere una muscolatura sana e tonica.

4. Parola d’ordine: flessibilità

La flessibilità si intende non solo per la presenza di proteine animali pur essendo quasi totalmente una dieta vegetariana, ma anche come personalizzazione in base al proprio stile di vita. Il libro  Flexitarian diet. La dieta flessibile della biologa nutrizionista Lucia Bacciottini spiega bene come ripartire le pietanze per persone sedentarie o attive e anche in base ai giorni della settimana.

5. Riscoperta delle ricette regionali

dieta flexitariana
fonte: web

La dieta flaxitariana dà molta importanza alle verdure bio e di filiera corta ma anche alla riscoperta di molte ricette tradizionali regionali appartenenti alla dieta mediterranea che, oltre ad essere buonissime, forniscono anche un buon apporto di proteine di origine vegetale. Pensiamo ad esempio alla pappa al pomodoro originaria della Toscana, alle pugliesi orecchiette con cime di rapa e alle svariate versioni di minestrone di verdura (anche con legumi) che ci sono nelle varie zone d’Italia.