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Galleria: Perché l’idea dei supermercati asiatici per vendere la verdura è geniale

Perché l'idea dei supermercati asiatici per vendere la verdura è geniale

Ecco cosa hanno fatto questi supermercati asiatici per contrastare il consumo di plastica e ridurlo drasticamente. L'idea è davvero geniale.

Perché l’idea dei supermercati asiatici per vendere la verdura è geniale

Perché l'idea dei supermercati asiatici per vendere la verdura è geniale
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La salvaguardia dell’ambiente dovrebbe essere un problema di primaria importanza per tutti noi, non solo per Greta Thunberg.

E il motivo è presto detto: al passo a cui stiamo procedendo ora, rischiamo di lasciare alle generazioni future – che poi sono i nostri figli e nipoti, non certo degli sconosciuti – un pianeta completamente invivibile, sommerso dai rifiuti e con molte specie animali ormai del tutto estinte.

Da tempo si sta cercando di sensibilizzare sul problema del consumo eccessivo di plastica; alcuni esempi concreti di quanto l’abuso del materiale sia aumentato in maniera sconsiderata negli ultimi decenni ce li fornisce Repubblica, attraverso dei dati ben precisi: la produzione di materie plastiche è in crescita da oltre 50 anni, con un’impennata negli ultimi anni. Se nel 1988 si producevano globalmente 30 milioni di tonnellate, nel 2016 è stata raggiunta la cifra record di 335 milioni di tonnellate.

E le stime sono in continua crescita: 15 milioni le tonnellate all’anno che finiscono in mare. All’atto pratico, è come buttare in mare circa un milione di tir all’anno.

Ridurre il consumo di plastica dovrebbe dunque essere uno degli obiettivi principali della società, obiettivo che passa necessariamente anche da una maggiore educazione delle persone sui cambiamenti e sui problemi ambientali e globali che stiamo attualmente affrontando. Anche se molti di noi credono che riciclare risolva il problema, in realtà è l’esatto contrario. Nel 2013, solo negli Stati Uniti sono stati prodotti 254 milioni di tonnellate di rifiuti, e solo il 30% circa di esso è stato riciclato. Ciò significa che il resto è finito in una discarica, e rimarrà lì fino a 1000 anni creando gas tossici, inquinando la terra e finendo negli oceani, uccidendo molte creature marine.

È chiaro che sono necessarie politiche definite e linee precise per far rientrare un problema di cui forse neppure ci rendiamo davvero conto ma, come spesso accade, si parte dalle piccole cose per farne di grandi. In Cina, ad esempio, recentemente si è cessato di importare rifiuti da tutto il mondo (nel paese asiatico finiva il 30% dei rifiuti globali, cosa che ha contribuito a creare il falso mito della Cina come paese che crea il maggior volume di spazzatura), concentrandosi sul riciclaggio dei propri. E si sta cercando davvero di fare qualcosa per evitare quanto più possibile l’utilizzo della plastica.

Ad esempio, ecco cosa ha fatto il team di Perfect Homes Chiangmai, che ha fornito ai supermercati cinesi e thailandesi un’idea davvero geniale per scongiurare il rischio di eccesso-plastica.

Scoprite cosa hanno fatto sfogliando la gallery.

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