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5 buoni motivi per non mangiare surimi e chele di granchio: ecco perché

Surimi: ecco perchè evitarlo. Sapete davvero cosa mettete nei vostri piatti?!

Surimi: dal nome potrebbe sembrare un alimento esotico, uno dei tanti pezzi che compongono il sushi, ma in realtà il surimi altro non è che una tipologia di cibo creata dall’industria alimentare per arricchire la propria offerta.
Sotto l’etichetta surimi si può comprendere il surimi vero e proprio, affettati di pesce, chele di granchio e piccoli cilindri dall’esterno di colore rosso e di colore bianco all’interno.

Il processo di confezionamento del surimi è molto lunga e complessa e comporta varie fasi di congelamento, scongelamento e cottura che ne confermano la natura artefatta. Una composizione che crea ancora molti dubbi, soprattutto per quanto riguarda possibili rischi per la salute.

Ecco quindi 5 ottimi motivi per evitare completamente di mangiare il surimi.
Libera scelta, ma dopo aver letto forse sarete convinti come noi di non mangiarne più…

 

1. È un cibo finto

Innanzitutto il surimi è un cibo fasullo ed è assolutamente da evitare in un’alimentazione sana e naturale.
Il surimi infatti viene venduto come un alimento a base di polpa di granchio, ma la verità sconcertante è che il surimi non ne contiene.
Il suo gusto viene ottenuto grazie ad alcuni aromi artificiali e dal surimi si ottengono le finte chele di granchio, gli affettati di mare e il surimi al gusto salmone.
Praticamente è come mangiare prodotti chimici.

 

2. È pieno di additivi

Per migliorare l’aspetto, il sapore e soprattutto la conservazione, il surimi viene arricchito prima del congelamento con sale, zuccheri e polifosfati.
Successivamente il surimi verrà addizionato con coloranti per avere quelle tonalità rosse e arancioni che caratterizzano la superficie esterna.
Altri ingredienti aggiuntivi sono la fecola di patate, l’albume d’uovo, grassi vegetali e aromi artificiali di granchio e aragosta.
Il surimi subisce numerosi congelamenti, scongelamenti e lavaggi che lo portano a perdere vitamine e sali minerali.
Gli oli vegetali sono tutti di scarsa qualità e tra gli esaltatori di sapidità troviamo il glutammato monosodico.

3. È parte di scarti industriali

Il surimi non è un alimento di prima scelta poiché la sua lavorazione industriale avviene impiegando le parti di scarto del merluzzo, dello sgombro, suri e anche capre asiatiche.
La polpa quindi proviene da scarti industriali e da avanzi di lavorazione provenienti da altri processi di preparazione degli alimenti attraverso vari macchinari. Scarti addizionati con sostanze chimiche di vario genere.
Davvero avete ancora voglia di mangiarlo?!

 

4. Ha un costo elevato

I prodotti a base di surimi pur essendo dei cibi falsi hanno costi decisamente elevati, soprattutto se si pensa che l’aggiunta di conservanti viene fatta con materiali alimentari di seconda scelta.
Se si ama il pesce è meglio privilegiare quello vero, quello fresco anziché questo surrogato.
Il surimi come prodotto finito contiene una percentuale di pesce realmente bassa, variabile tra il 30% ed il 40%, che non può giustificarne il prezzo.

5. Rischi per la salute

Purtroppo il surimi viene preparato anche con materie prime di scarsa qualità, spesso tossiche.
Alcune materie potrebbero essere guaste, altre infette o tossiche.
L’aggiunta di anidride solforosa, olio di semi anzichè di oliva e aceto di vino con acido acetico è una frode nascosta.
Alcune aziende utilizzano anche polifosfati, dannosi per le ossa poiché, se assunti in grandi quantità, sottraggono calcio al nostro organismo.
Tra i contaminanti possono esserci anche pesticidi, metalli pesanti e via dicendo.
Pessima anche la scelta di aggiungere elevate quantità di sodio che lo rendono un alimento sconsigliato a coloro che soffrono di ipertensione o patologie renali.