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Perché i gelatai non mettono mai i gusti nell'ordine in cui glieli chiediamo

Abbiamo sempre pensato che tutti i gelatai non rispettassero i nostri desideri solo per farci un dispetto. Ora, grazie a un errore, abbiamo scoperto la verità.

Il cinque maggio abbiamo pubblicato una della nostre simpatiche vignette firmate Roba da Donne, riguardante gelato, gelatai e ordine dei gusti. Il tutto è partito da un sentire comune: qui in Redazione abbiamo sperimentato tutte il fatto che il gelataio non ci dispone quasi mai i gusti nell’ordine in cui li chiediamo.

Da qui abbiamo pensato probabilmente di non essere le uniche: forse tutti quelli che chiedono cioccolato e (facendo passare il giusto tempo sperando che inizi dal gusto giusto) fragola, hanno sempre visto tristemente e dolorosamente la fragola rubarsi senza ritegno il posto del cioccolato.

Così abbiamo creato la nostra vignetta, per dire a tutti i gelatai d’Italia che l’ordine dei nostri gusti non è causale, anzi. Il primo gusto che vi diciamo è il nostro preferito, quello che sarà la nostra scelta sempre e comunque in qualsiasi gelateria del mondo, quello che vogliamo riempi il nostro cono fino alla punta e si sciolga per bene insieme alla cialda. Il secondo gusto invece è un “di più”, è un attributo al primo, uno che può variare, insomma uno che non può assolutamente prendere il posto del nostro gusto preferito.

Una volta pronta la vignetta, è stata subito pubblicata sulla nostra pagina Facebook. E “si è scatenato l’inferno”. Tutti i gelatai d’Italia si sono (giustamente) scagliati contro il nostro post. E così ci hanno spiegato, in diversi modi, che anche per riempire un cono gelato ci sono delle regole e che quindi devono essere rispettate e ciò purtroppo, non sempre, coincide con la volontà del cliente.

Prima importantissima regola: ogni gusto ha la sua consistenza, il gelataio aspetta quindi che noi diciamo entrambi i gusti per scegliere quello più pesante e posizionarlo per primo. In effetti un cono, a differenza della coppetta, si sviluppa verticalmente e ci fanno notare, in alcuni commenti, che porre come base un gusto più “leggero” e caricarlo di uno molto pesante potrebbe creare problemi di equilibrio al cono, facendolo cedere.

Una lettrice ci fa un facile esempio: il gelato al gusto Nutella è uno di quelli più duri, perché si addensa facilmente, mentre il gelato di ricotta è tra i più morbidi. Sarebbe impensabile, dice, creare un cono che preveda come base la ricotta e come secondo gusto la Nutella: nel caso in cui il gelataio riesca in qualche modo a rendere stabile il cono, quest’ultimo non durerebbe a lungo, proprio a causa dello sbagliato bilanciamento dei gusti.

Pare da altri commenti che anche il cromatismo dei gusti abbia grande importanza, non quanto la densità ovviamente. Così, a parità di consistenza, i gelati chiari andranno messi sotto mentre quelli scuri sopra per evitare così di “sporcare” i vari gusti.

In conclusione, abbiamo finalmente capito che fare un cono gelato non è così semplice come sembrerebbe. È un po’ come fare una pizza: nessuno si permette di dire al pizzaiolo l’ordine in cui dispone gli ingredienti e nessun pizzaiolo si sognerebbe mai di mettere la mozzarella prima del pomodoro. Ammettiamo quindi il nostro errore e per farci perdonare: gelato per tutti!

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