Il galateo del vino – Scelta & successione
Il galateo suggerisce una successione armoniosa dei vini da portare a tavola. I bianchi, più giovani, freddi e meno alcolici sono i primi ad inaugurare il pasto; è poi la volta dei rosati e dei rossi, che si susseguono in ordine crescente in base al grado d’invecchiamento, il contenuto alcolico e la temperatura di servizio. Indipendentemente dal colore si conclude con un vino da dessert, spumante o liquoroso.
Il galateo del vino – Disposizione dei bicchieri
I bicchieri si dispongono dinanzi al piatto, sopra i coltelli. Si parte da sinistra col bicchiere per l’acqua e procedendo verso destra si posizionano il bicchiere per il vino rosso e quello per il bianco, a circa due centimetri dalla punta del coltello. La flûte per lo spumante va eventualmente disposta al di là del bicchiere da vino bianco. In linea generale l’ordine segue l’altezza decrescente dei bicchieri, che andranno sostituiti col mutare del vino previo consenso del commensale.
Il galateo del vino – Come stappare
Per quanto riguarda le bollicine, il cosidetto “botto” è bandito dal galateo, ed è ammesso esclusivamente a Capodanno o in occasione di festeggiamenti particolari. Il tappo va quindi estratto lentamente, mantenendo la bottiglia in posizione obliqua ed eventualmente lasciando la gabbietta di metallo aperta ed allargata, per permettere una maggior presa durante l’espulsione. Nel caso di vini fermi invecchiati dopo la stappatura è consigliabile accertarsi che il tappo sia sano, annusandolo.
Il galateo del vino – Come servire
La bottiglia va presa per il corpo e non per il collo. Coppe e flûtes vanno riempiti in due tempi, per permettere alla spuma di abbassarsi e non strabordare. In ogni caso i bicchieri vanno riempiti fino ad un massimo di tre quarti della loro capienza. Privo di stile? Servire il vicino di tavolo ruotando la bottiglia verso l’esterno.
Il galateo del vino – Il brindisi
Non si può non partecipare al brindisi: tutti i commensali sono invitati a brindare. Ma attenzione! I bicchieri non si devono toccare, ma devono semplicemente accennare a sfiorarsi. E mi raccomando, al classico “Cin, cin” preferire un “Alla salute!” o utilizzare una formula di semplice augurio. Un esempio? “Buon anno!”
Articolo originale pubblicato il 10 gennaio 2014
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