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Galleria: Poke hawaiano batte sushi: il nuovo food trend instagrammabile

Poke hawaiano batte sushi: il nuovo food trend instagrammabile

Poke hawaiano batte sushi: il nuovo food trend instagrammabile
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Arriva dalle Hawaii ma a lanciarlo è stata la West Coast americana: il nuovo piatto del momento è il poke, una piccola ciotolina di pesce crudo (solitamente piovra o tonno) arricchita da numerosi altri ingredienti, chiamata simpaticamente “il sushi hawaiano”.

Proveniente dalla cultura dei piatti poveri hawaiana, il poke si sta velocemente trasformando in un nuovo trend gastronomico, come il sushi, suo predecessore, che slitta lentamente alla seconda posizione nella classifica dei piatti più amati.

Salutare, colorato e altamente fotografabile, questa piccola ciotola è approdata recentemente a Milano, città all’avanguardia sulle ultime novità anche per quanto riguarda il cibo (i primi ristoranti di sushi italiani vennero aperti proprio in questa città negli anni ’70). Non a caso, ultimamente, sono molti i ristoranti specializzati che si dedicano alla creazione di questo interessante piatto e altrettante le persone che decidono di provarlo e di postarlo sui propri social.

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Ma, in cosa consiste di preciso? La tradizione vuole che sia preparato con scarti di pesce tagliati a dadini uniti ad alghe e spezie, con l’aggiunta di un pizzico di sale. Le varianti, però, possono essere molte e nessuno vieta di insaporire ulteriormente il piatto con ciò che si desidera. Per questo si possono vedere poke vegane o vegetariane, dove il pesce è sostituito dalla quinoa o dai cereali, oppure con l’aggiunta di frutti esotici come il mango o l’avocado. Spesso lo si trova in varianti unite alla cucina giapponese, non di rado con riso e salsa di soia, oppure con il pollo. Non manca nulla in una poke bowl: ci sono i carboidrati, le proteine, la verdura, la frutta, le spezie, le alghe e le salse. Un piatto completo che non contiene molte calorie, da poter mangiare anche in caso di dieta.

Il successo di questo piatto dipende da tanti fattori: è personalizzabile (anche nei ristoranti, dove vengono messi a disposizione molti ingredienti per creare la propria Poke bowl), si può preparare abbastanza facilmente a casa in maniera economica e veloce, in base alla scelta degli ingredienti non danneggia la salute ma al contrario costituisce un piatto sano e leggero.

Non dobbiamo meravigliarci, quindi, di cominciare a veder spuntare queste ciotoline nel nostro feed di Instagram, accanto al sushi o ai centrifugati di frutta e verdura, i cibi hipster per eccellenza. E se, per caso, ci venisse voglia di provarlo possiamo andare a Milano da I Love Poke, primo ristorante a proporre questa pietanza, ricordandoci che si pronuncia “po-kay” (informazione utile perché, memori dal sushi e dalle brutte figure fatte con i suoi difficili nomi, tutti noi vogliamo evitare quel terribile momento di difficoltà davanti al cameriere).