C’è a chi piace e a chi no. C’è chi ama la weiss, chi ama la ipa, chi la bionda, chi la nera, chi quella con poco alcol che producono in Messico. C’è chi si accontenta di quella che trova nello scaffale del supermercato e chi invece va a ricercare la più sofisticata produzione artigianale. E c’è anche chi se la fa in casa con un kit acquistato su Amazon. È la birra, come direbbe Homer Simpson, la causa di e la soluzione a molti problemi: una bevanda poliedrica, che viene scelta in base al gusto personale di ognuno.

Un’azienda britannica ha pensato di lanciare un servizio interessante per facilitare la scelta: creare una birra personalizzata in base alle proprie preferenze legate al Dna, che, come sappiamo bene, è diverso da persona a persona. Si tratta, come racconta il DailyMail della Meantime Brewery di Londra e del suo mastro birraio Ciaran Giblin, originario di Greenwich. Questi, il primo al mondo a realizzare qualcosa del genere, è ricorso nel 2016 al proprio Dna per mappare scientificamente le proprie preferenze in fatto di birra: la sua birra è una double ipa dal gusto amaro.

Se vuoi fare una birra che amerai – ha detto Ciaran, come riporta NewsShopper – devi davvero pensarlo e renderlo possibile. Ci sono molte persone che parlano del potenziale che i test genetici hanno su ciò che consumiamo, ma ho pensato che il modo migliore per testare alcune teorie fosse andare avanti e preparare qualcosa.

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Ovviamente ottenere la propria birra personalizzata non è economico: il costo del servizio di mappatura e realizzazione è 25mila sterline, cioè oltre 27mila euro. Il tutto per 12 ettolitri, ossia il corrispettivo di circa duemila pinte, che comunque non sono poche. Ma come funziona? I clienti forniscono all’azienda un campione di saliva, che viene analizzata da un’azienda partner che si occupa di genetica, la 23andMe, che si occupa di trovare le variazioni genetiche nel Dna (in particolare nel gene TAS2R38) che possono spiegare il gusto verso aromi specifici, oltre che la preferenza per il dolce o l’amaro. Nel campione di saliva viene rilevata la sensibilità di ognuno al propiltiouracile, una sostanza chimica simile ai composti amari presenti nel cavolo, nei broccoli crudi, nel caffè, nell’acqua tonica e in alcune birre scure.

Quando i birrai di Meantime Brewery ricevono i risultati genetici, si mettono al lavoro per creare una sorta di profilo aromatico del cliente, cui viene poi affiancata la consulenza del mastro birraio per completare il processo. I clienti però nn sono necessariamente passivi di fronte a questa produzione, perché possono aggiungere luppolo e cereali, oltre che testare la miscela, dare un nome alla birra e un contributo creativo per il design del packaging. E possono partecipare a un corso di formazione sulla produzione della birra. Pagando un piccolo extra, la propria birra personale può essere inviata al proprio bar preferito, e si può ricevere anche un set di bicchieri personalizzati, in modo che si adattino alla mano del cliente stesso.

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Si ha la possibilità – ha aggiunto Richard Myers, direttore marketing della Meantime Brewery, come riporta Arte della Birra – di scegliere l’etichetta, oltre che il sapore della birra. Si può perfino avere un bicchiere perfettamente conformato alla propria mano per goderselo nel modo perfetto. Anche un bicchiere può influenzare il sapore della birra. Così si sceglie ogni opzione che si desidera per il servizio e poi si può condividere la birra personalizzata con amici o colleghi oppure ovunque si vada.

Naturalmente, anche se la nostra birra personalizzata ci piacerà tantissimo (e altrimenti non potrebbe essere), dobbiamo ricordare che vale sempre una regola: bisogna bere responsabilmente e soprattutto mai mettersi alla guida se si è bevuto anche solo mezza pinta.

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