Dettagli ricetta

Preparazione

1 ora e 20 minuti

Difficoltà

Cottura

20 minuti

Costo

Dosi

per 6 persone

Pesche di Prato

Le pesche di Prato si chiamano in questo modo perché la loro storia è in un certo senso legata alla città di Prato. Esiste infatti una documentazione che riporta come un oste servì questo dessert durante una festa per l’Unità d’Italia nel 1861. Tuttavia, come alcuni sanno, la tradizione gastronomica può avere al tempo stesso radici ed esiti legati a spostamenti, contatti, migrazioni. E perciò non vi stupirà sapere che questo dessert è diffuso non solo in altre zone d’Italia ma anche al di fuori del Belpaese, per esempio in alcune zone della ex Jugoslavia, dove, anche lì, viene considerato tipico.

Si tratta fondamentalmente di semisfere di impasto cotto al forno: quest’impasto ricorda un po’ la pasta frolla, ma comunque è qualcos’altro come vedete dalla ricetta. All’interno, queste semisfere, dopo essersi intiepidite a seguito della cottura, vengono scavate e ripiene di crema pasticciera. C’è chi, per simulare la presenza del nocciolo di pesca – frutto che dà il nome alle pesche di Prato appunto – aggiunge un cucchiaino di crema al cioccolato oppure Nutella al centro. Le “pesche”, dopo essere state composte, vengono rivoltate nell’Alchermes e nello zucchero semolato.

L’Alchermes, che è il liquore usato per conferire il tipico colore rosato alle pesche di Prato, è una bevanda molto utilizzata in cucina e in particolare nei dolci. Pare che nel Rinascimento fosse chiamato il “liquore dei Medici”, dall’omonima famiglia toscana, ma in realtà era diffuso anche in altre regioni, come per esempio la Sicilia o la Calabria, terre in cui è avvenuta nella storia un’influenza araba, che si riflette nel nome del liquore – molti termini italiani che iniziano con al- sono di influenza araba, come ad esempio “algebra”.

Quando preparare questa ricetta?

Le pesche di Prato sono un dessert da fine pasto, da consumare quindi a pranzo o a cena. Possono essere usate anche come merenda, se lo si desidera.

Preparazione

  1. Lavate un paio di limoni e grattugiatene la buccia. Tenetela da parte dividendola a metà.

  2. Disponete 500 grammi della farina a fontana su una spianatoia. Al centro mettete 3 uova, 200 grammi di zucchero, metà della buccia di limone, il burro morbido, della vanillina e una bustina di lievito. Impastate tutto energicamente.

  3. Formate delle polpette e disponetele ben distanziate su una leccarda rivestita con carta oleata. Cuocete in forno preriscaldato a 200°C per una decina di minuti.

  4. Lasciate raffreddare e scavate la base delle polpette di impasto che avete cotto.

  5. Mescolate in un pentolino 80 grammi di zucchero con l’uovo e aggiungete la farina rimanente.

  6. Versate il latte a filo continuando ad amalgamare. Cuocete, rimestando con un cucchiaio di legno, finché la crema non si addensa.

  7. Riempite le polpette di crema e chiudetele dando forma alle pesche.

  8. Rivoltate le pesche prima nell’Alchermes e poi nello zucchero semolato rimanente.

Varianti

Pesche di Prato Bimby

In questa variante la realizzazione della crema e dell’impasto avviene con gli accessori Bimby. Ingredienti e fasi restano gli stessi.

Curiosità e consigli

  • La preparazione dell’impasto può avvenire in una planetaria o in una ciotola con le fruste elettriche a gancio.
  • La ricetta è diffusa anche in alcuni Paesi dell’ex Jugoslavia, come per esempio la Serbia.