Peperoni ammollicati

I peperoni ammollicati sono un contorno molto comune nelle zone più estreme della Calabria e della Puglia, e anche nell’intera Sicilia. Vengono chiamati in dialetto ammuddicati o ammuddhicati oppure con la muddica o muddhica (rendiamo visivamente così un nesso consonantico che si pronuncia “ddr”), a sottolineare il ruolo del pane in questa preparazione.

Tradizionalmente si usa infatti la mollica del pane raffermo, ma di questi tempi in cui disponiamo in casa di congelatori e cerchiamo di non produrre sprechi alimentari, è più facile avere a portata di mano alcune fette di pancarrè, sebbene qualcuno utilizzi in alternativa il pangrattato.

Non si tratta di un contorno facilmente digeribile: i peperoni rappresentano una difficoltà per alcuni stomaci, soprattutto se teniamo conto della presenza della cipolla nella ricetta. Tuttavia, quando preparate i peperoni ammollicati, potete pensare di spellare i peperoni prima della cottura: l’assenza della buccia li rende infatti maggiormente digeribili per alcuni.

Questa ricetta si prepara solitamente in estate, quando c’è maggiore disponibilità di peperoni di stagione, anche se, grazie alle serre e a causa del clima che va tropicalizzandosi, i peperoni sono disponibili oggi in gran parte dell’anno.

Per la scelta della cipolla potete procedere come preferite: nella variante dei peperoni ammollicati in agrodolce è però da preferire una cipolla di Acquaviva delle Fonti, che ha un gusto maggiormente dolciastro (e non a caso viene utilizzata nella focaccia ripiena pugliese che è spesso agrodolce).

Quando preparare questa ricetta?

I peperoni ammollicati sono un piatto della tradizione meridionale italiana, un contorno nello specifico dedicato ai piatti di carne. Si possono consumare a pranzo e a cena, ma è meglio non mangiarli di sera tardi, a meno che non si decida di spellare i peperoni prima di cuocerli oppure se si digeriscono male i peperoni.

Preparazione

  1. Lavare i peperoni e tagliarli a quadratini, badando di eliminare tutti i semini.

  2. Pulire la cipolla e tritarla.

  3. In una padella con un fondo d’olio, mettere a cuocere i peperoni e la cipolla rivoltando di tanto in tanto.

  4. Verso metà cottura, aggiungere i capperi e il peperoncino all’aceto tagliato in rondelle. Aggiustare di sale. Continuare a rivoltare di tanto in tanto.

  5. Quando si nota che i peperoni sono “appassiti”, versare una spruzzata d’aceto secondo i propri gusti.

  6. Uno o due minuti prima della fine della cottura, aggiungere il pancarrè sbriciolato manualmente e mescolare.

  7. Il piatto si serve sia caldo che freddo, anche dopo che è stato magari in frigorifero. Si conserva per 2-3 giorni.

Varianti

Peperoni ammollicati al forno

In questa variante, si usano tutti gli ingredienti a esclusione dell’aceto e si pongono insieme mescolati in una teglia in forno. È meglio sostituire il pancarrè con il pangrattato, per ottenere un effetto gratin.

Peperoni ammollicati in agrodolce

In questo caso, la ricetta rimane la stessa con la sostituzione di due ingredienti: 2 cucchiaini di zucchero anziché il sale (o anche meno, perché i peperoni sono di per sé abbastanza dolci) e l’aceto balsamico anziché il normale aceto di vino bianco o rosso.

Curiosità e consigli

  • Alcuni aggiungono anche delle alici spezzettate al piatto.
  • Questa ricetta è comune nelle aree meridionali estreme d’Italia.
  • Rappresenta una sorta di variante della scapece.