Tinto de verano

Il tinto de verano è un cocktail di origine spagnola molto amato. Scopri come prepararlo a casa e quale vino utilizzare

Il tinto de verano è un cocktail spagnolo che racchiude in un bicchiere tutto il gusto dell’estate. Può tuttavia essere consumato tutto l’anno, soprattutto se ti piacciono i cocktail a base di vino. Insomma, se ti stai chiedendo cos’è il tinto de verano, ti abbiamo già risposto in parte. Si tratta infatti di una bevanda alcolica a base di vino, che viene “allungato” con ghiaccio e gazzosa e guarnito infine con una fettina di limone o di arancia. La ricetta del tinto de verano, insomma, è davvero semplicissima e te la spieghiamo qui sotto partendo dalle dosi di ciascun ingrediente.

 

La ricetta: Tinto de verano

Preparazione10 minuti Cottura0 minuti Dosiper 6 persone DifficoltàFacile CostoBasso StagioneEstate · Primavera

Ingredienti

Vino rosso 1 parte
Gassosa 1 parte
Limone oppure lime, arancia o fragola qb fette

Procedimento

  1. Mescolate in una brocca o in vari bicchieri per i diversi commensali il vino rosso e la gazzosa (oppure una soda neutra, non aromatizzata).

  2. Mettete il ghiaccio: non deve essere troppo o annacquerà il cocktail.

  3. Aggiungete delle fettine di limone, lime, arancia o fragola e servite fresco.

Varianti

Variante catalana

In Catalogna, oltre agli ingredienti “canonici” del tinto de verano, viene aggiunta una spruzzata di vermouth o di rum.

Variante di Bilbao

A Bilbao, al posto della soda o della gassosa, si usa la cola per la preparazione del tinto de verano.

Variante andalusa

In Andalusia si usa espressamente una soda aromatizzata al lime oppure al limone al posto della soda classica.

Curiosità e consigli

Quale vino usare per il tinto de verano

Per la preparazione, come il nome suggerisce, è obbligatorio utilizzare il vino tinto, cioè rosso. Il consiglio è quello di utilizzare un vino giovane, leggero, fruttato e poco tannico. Inoltre non serve spendere molto, proprio perché viene mixato con una bevanda frizzante e dolce. Se cerchi in modo particolare dei vini spagnoli, ti consigliamo il Tempranillo e il Garnacha, entrambi giovani.

Tinto de verano e sangria: la differenza

Il tinto de verano non va confuso con la sangria, che è molto più antica: la sangria infatti affonda le sue radici negli influssi della cultura araba durante la dominazione in Spagna, anche se il nome è attestato a partire solo dal XIX secolo. Inoltre la sangria prevede tra gli ingredienti frutta – pesche in primis – e spezie, come per esempio noce moscata e vaniglia, ingredienti che invece non si usano nel tinto de verano.

Un po’ di storia

Pare che in Andalusia, all’inizio del XX secolo, le persone avessero iniziato ad allungare il vino con gassosa e ghiaccio, oltre a farcire la bevanda con una fettina di limone, nelle giornate più calde dell’estate. Tuttavia la codificazione del cocktail è legata a un nome, quello di Federico Vargas Madero, proprietario del locale Venta de Vargas di Cordova. Inizialmente il cocktail si chiamava Vargas però, per via del locale. A metà del XX secolo il cocktail ha iniziato a conoscere un certo successo, finché alla fine del Millennio è stato commercializzato in bottiglie e lattine, oltre a essere ripreso in tutti i locali della Spagna.

La versione italiana del tinto de verano

Al Sud Italia esistono bevande simili al tinto de verano, che probabilmente sono la conseguenza della dominazione spagnola nel Regno delle Due Sicilie. In Campania per esempio è usanza completare il pasto in estate con il vino con le percoche, che ricorda molto la sangria, mentre in Puglia, dove è storicamente fiorente l’industria della gassosa, si usa allungare il vino con la gassosa appunto, e il tinto de verano viene chiamato “sciampagnino” in alcune osterie del Salento.