Il tortano napoletano, insieme al casatiello, rappresentano in pieno la cultura dell’abbondanza a cui si ispira senza dubbio la gastronomia napoletana. Entrambe le preparazioni appartengono alla categorie delle torte salate e sono molto adatte al periodo primaverile e pasquale.

Sia il tortano che il casatiello hanno lo stesso impasto e quindi farina, acqua, sale, pepe, strutto, uova sode, formaggio, salame e cicoli di maiale. Come in tutte le ricette, nonostante questa venga tramandata di generazione in generazione, esistono diverse varianti a seconda del luogo di provenienza e della famiglia che lo prepara.

È una pietanza legata alla tradizione cristiana, il formaggio pecorino ad esempio è un chiaro riferimento agli agnelli immolati durante la Pasqua per rappresentare la Resurrezione. Il piatto ha una tipica forma a ciambella che rappresenta la corona di spine di Gesù Cristo.

Si dice che mangiandola il credente distrugga una delle sofferenze da lui patite durante il calvario.

 

 

La ricetta: Tortano napoletano

Preparazione30 minuti Cottura1 ora e 0 minuti Dosiper 1 tortano DifficoltàFacile CostoNormale StagionePrimavera

Ingredienti

Per l'impasto:
Lievito di Birra 2 cubetti
Strutto 100 g.
Sale Q.B.
Pepe Q.B.
Per il ripieno:
Pecorino 100 g.
Provolone piccante 100 g.
Fontina 100 g.
Salame Napoli 400 g.
Uova 5

Procedimento

  1. Per preparare il tortano napoletano secondo la ricetta originale dovrete cominciare dal lievito. Sciogliete due cubetti in una ciotola con due cucchiai di acqua tiepida. A questo punto passate all’impasto. Su una spianatoia di legno spargete la farina a fontana e fate la fontana. 

  2. Inseriteci lo strutto, un pizzico di sale, molto pepe e il lievito che ne frattempo si sarà sciolto nell’acqua. Aggiungete due dita di acqua tiepida per rendere l’impasto più morbido e lavorate il composto con le mani per una decina di minuti fino a che non risulti morbido e omogeneo.

  3. Ponetelo in una ciotola e coprite con della pellicola trasparente per alimenti. Lasciatelo riposare per due ore in un luogo caldo. Dovrà raddoppiare di volume e mentre il tortano lievita, tagliate i formaggi a dadini. Fate la stessa cosa con il salame Napoli e in un pentolino mettete le uova per farle diventare sode.

  4. Quando le uova saranno sode, lasciatele raffreddare, sgusciatele, tagliatele a dadini e riunitele in una ciotola con i formaggi e il salame. Stendete l’impasto sulla spianatoia di legno con un mattarello infarinato fino a raggiungere un centimetro di spessore.

  5. Spalmate il ripieno di formaggio, salame e uova sulla pasta senza lasciare zone vuote. Arrotolate l’impasto in modo che sia ben stretto. Con lo strutto ungete uno stampo da ciambella e adagiatevi il rotolo di pasta unendo le due estremità. Coprite il tutto con la pellicola trasparente per alimenti e lasciate riposare per 2 ore in luogo caldo.

  6. Quando il volume sarà raddoppiato infornate in forno preriscaldato a 180° per circa 1 ora. Prima di toglierlo dal forno, fate la prova dello stuzzicadenti. Quando vi sarete accertate che sia cotto, lasciatelo raffreddare in forno e toglietelo solo quando sarà tiepido.

  7. Quando sarà arrivato a temperatura ambiente potrete servire il tortano napoletano in fette.

Varianti

Casatiello napoletano → vai alla ricetta

È un tipico rustico della cucina napoletana che viene preparato nel periodo pasquale. A differenza del tortano che viene consumato tutto l’anno, il casatiello è specifico del periodo pasquale. Inoltre nel casatiello vengono posizionatel le uova intere, crude e con il guscio che vengono cotte insieme al rustico. Ottimo da preparare per le gite fuori porta.

 

Curiosità e consigli

  • Non esagerare mai con le porzioni di tali pietanze in quanto sono già molto complete. 
  • A Napoli le persone noiose e pesanti vengono definite appunto “casatielli”. 
  • Il salame presente nel tortano può essere sostituito con mortadella o con prosciutto cotto. 
  • È  fondamentale una quantità abbondante di  pecorino romano al quale si può unire anche del parmigiano,  provolone semipiccante o emmental.
  • I cicoli sono dei piccoli pezzi irregolari di carne di maiale  di color nocciola  molto grassi, dal gusto molto intenso.  Rimandano anch’essi a un rito antichissimo, antecedente all’era cristiana: l’uccisione sacrificale del maiale, simbolo di fecondità, di benessere ma anche di rinascita.
  • Nell’antico Egitto veniva venerata Nut, Dea del cielo, che aveva le sembianze di una scrofa che divorava i suoi piccoli al mattino per farli rinascere la sera , proprio come accade alle stelle.
  • Le uova sono il simbolo  primordiale del seme da cui deriva tutto l’universo. I cristiani, infatti, paragonavano Gesù, che risorge dal sepolcro, al pulcino, che esce dal suo guscio.